Il bilancio di un anno
Quando arriva la fine dell’anno si è soliti cercare di capire che anno è stato, un anno buono, un anno cattivo, un anno sprecato, un anno guadagnato…Ognuno con la propria scala di valori, ognuno con le proprie gioie e sofferenze, ognuno con il proprio essere.
Vero oggi è solo il 15 Novembre manca ancora un mese e mezzo alla fine dell’anno e qualcuno sono sicuro che penserà che è prematuro tirare una linea per il 2009, che ancora tutto può succedere, ma io non credo più nelle favole e nelle frasi fatte, non credo più tanto nemmeno all’evidenza dei fatti perchè mai come quest’anno ho imparato tutto questo…Non si è mai sicuri, non si ha mai la certezza e la completa percezione delle cose e soprattutto basta un soffio di vento per portarti via quel poco di solido che hai nella vita.
Il mio anno è finito in una data precisa, il 18 Maggio 2009, ma ci sono altre piccole date precedenti che non posso scordare, alcune per fortuna, altre purtroppo. Sembra ieri che scoccava la mezza notte, sembra ieri che si chiude il 31 Dicembre 2009 e si affaccia al mondo il giovane e fresco 1 Gennaio 2009, è successo tutto così in fretta. Una festa, tanto vino e i tuoi occhioni grandi e profondi, quasi malinconici li al bordo di un’improvvisata pista da ballo…Occhi che non scorderò mai, occhi importati e come fosse la cosa più normale del mondo (per me non è così non lo faccio mai) mi sono ritrovato ad averti fra le braccia e a fissarti negli occhi improvvisando un semplice ballo, ricordo ancora che dicevi di non saper ballare ed in effetti era così, ma ci siamo trovati subito ed è stato il ballo più bello che io avessi mai fatto.
I giorni sono passati, ma neanche tanti, era un sabato precisamente il 10 Gennaio, ero li al mio tavolo facendo finta di studiare col PC acceso ed eccola magica ed incantata aprirsi quella finestrella della chat, eri tu con tutte le tue ansie e paure, ma anche con tanta curiosità che mi invitavi a prendere un caffè poco dopo.
Da quell’istante ne abbiamo vissute di ogni abbiamo passato tre mesi della nostra vita a vederci tutti i giorni, a sentirci tutte le sere, a leccare le nostre ferite a guarire le nostre paure. Tre mesi che sicuramente non dimenticherò mai.
Cosa è successo dopo non lo so, non l’ho ancora capito, non lo capirò ne accetterò mai…Non riesco nemmeno ancora a parlarne davvero e fingo che vada tutto bene. Tutto si è interrotto quel 28 Marzo quando è iniziato il silenzio il freddo improvviso, le scuse e le fughe, a volte tornavi a volte ci chiarivamo ma era solo un inutile e triste teatrino dove eravamo solo marionette guidate dalle idee di qualcun’altro, non eravamo più noi. Fino al giorno dove mi sono incenerito, il giorno dal quale non sono stato più io il giorno dell’illusione il 20 Aprile.
Giuro non riesco ad andare avanti a scrivere, voglio mostrarmi ancora una volta forte e distaccato, non voglio descrivere ed affrontare il mio stato d’animo del momento fino al 18 Maggio giorno della coltellata in mezzo alla schiena. Eppure non do colpe a nessuno se non a me stesso, non odio nessuno se non me stesso, ed alla fine è stata solo colpa mia che forse per la prima volta nella mia vita sono riuscito ad aprirmi e a lasciarmi andare davvero con e per qualcuno, senza cercare di controllare, di dare spiegazioni, affrontavo e cavalcavo emozioni giorno per giorno senza nulla per la testa solo per potermi godere tutto quello che mi davi fino in fondo, gioie e dolori che fossero.
Oggi in questo freddo e uggioso 15 Novembre è tornata un onda anomala a ricordarmi di te e a ricordarmi tanti dei nostri momenti assieme. Non ti scorderò mai!
Questo è l’anno in cui ho quasi toccato la felicità con un dito, ma è anche l’anno in cui ho passato 6 mesi a vagare nell’oscurità alla ricerca di me, ma ancora sono nell’ombra…