Sulla MIA Strada...

Come si fa a definire qualcosa che in fondo non si conosce.
La vita non è un film, la vita non è perfetta, nei film non esistono i tempi morti, la vita è piena di tempi morti.
Eppure pur non essendo dentro ad un film, in questi giorni, o settimane, che in realtà a pensarci bene mi sembrano mesi, non ricordo nemmeno un tempo morto.
Allo stesso tempo però so esattamente che non cì sarà un lieto fine, non verrò portato in trionfo alla fine della battaglia, non rimarrò nella storia per una qualche impresa degna di nota, alla fine finirò nel dimenticatoio.
Ferito, solo, disilluso come è già successo e forse succederà sempre mi viene da pensare.

Sono giorni strani, era tempo, molto più di un anno, che non provavo nulla di simile. L’ultima volta ho ucciso il me dolce che crede nei sentimenti e ho dato vita al me cinico che che ammazza tutto e tutti, ho messo un cartello bello grande “Attenzione pericolo di morte” ed ha funzionato, ho perso amicizie, ho tagliato ponti, e nessuno mi si è avvicinato.

Poi sei “tornata” tu, o forse sono io che sono tornato, il freddo, l’albero, la panchina. Già li si sentiva qualcosa di strano nell’aria non era come ci eravamo lasciati, ma non era nemmeno come stavamo prima. Era qualcosa di più.
In effetti a pensarci ora era ed è proprio così, le sensazioni erano giuste, hai fatto breccia a testate, hai abbattuto mattoncino per mattoncino il muro di ghiaccio che circondava il contatto fra me e le mie emozioni. Con dolcezza, con tenacia, prendendoti tanti rischi, a volte insulti, ma ce l’hai fatta. Cazzo se ce l’hai fatta!

Il cavallo morto sulla linea di partenza in realtà aveva avuto solo un mancamento, ha bisogno solo di cure, peccato che non può partecipare alla corsa. Questa corsa ha già un vincitore, un vincitore per la vita, questo cavallo non può strappare nemmeno il primato per qualche tempo, può al massimo accontentarsi di salire sul podio forse come secondo. Ma spiegatelo voi a questo cavallo fuori forma, che tutti davano per deceduto, che ora che ha risentito la gamba ed il cuore andare al passo giusto, non ha la possibilità di correre libero e veloce e che in realtà è già stato venduto per andare al macello.

Frustrante, triste, non lo so come definirlo è come cercare di definire qualcosa che in fondo non si conosce.
Prenderò questi giorni, fantastici e per i quali vale la pena vivere e rischiare, conscio del mio destino e del fatto che probabilmente conviene che smetta di correre.

Sto bene, sto male, sto e voglio stare.

…Eppure sentire
Nei fiori tra l’asfalto
Nei cieli di cobalto c’è
Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio c’è
Un senso di te…


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